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    April 21

    Catene

    IL TEMPO MI HA COINVOLTO INDIRETTAMENTE IN QUESTA CATENA
     
    La catena si chiama "le sei cose che mi piace fare".
     
    Regolamento:
     
    Indicare il link di chi vi ha coinvolti http://cuoredaliante66.spaces.live.com/
    Inserire il regolamento del gioco sul blog
    Citare sei cose che vi piace fare
    Coinvolgere altre sei persone
    Comunicare l'invito sul loro blog
     
    Stare con la mia famiglia
    Sembrerà strano ma...mi piace stirare
    Leggere
    Stare al computer
    Ascoltare musica anni 60/70
    Mangiare Nutella
     
    Invito:
     
    Graziella
    Gray
    Verusca
    Cahetel
    Luciana
    Rosy
     
     
     
     
     
    April 20

    Voci della natura

     
     
    Soffermiamoci un momento a meditare sul significato di una parola che pronunciamo tanto spesso: NATURA.
    Natura è tutto ciò che l'uomo non ha creato con le sue mani.
    E' il cielo con le sue albe e i suoi tramonti, folgorante di luce o disseminato di stelle;
    è lo spettacolo affascinante della terra con i suoi fiori e i suoi frutti sullo sfondo sinfonico dei verdi;
    è il mare tutto iridescenze luminose o bianco di spume sotto l'impeto dei venti;
    sono le nubi serene o tempestose;
    è il fragore dell'uragano tra guizzi di lampi e scrosci di acque;
    è il silenzio delle vette e il cupo boato dei vulcani...
    Queste, le infinite voci della natura,
    ed altro ed altro ancora che ha acceso
    la fantasia degli artisti e ispirato il canto dei poeti
     

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    April 13

    "la vita è preziosa"

     
     

    leggete vi potrà salvare la vita!!!!

    "la vita è preziosa"

    Image Hosted by ImageShack.us

    Mamma: sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una Sprite. Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita la gente ha iniziato ha guidare senza essere in condizioni di farlo.Ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, MAMMA, ciò che mi aspettava...qualcosa di inaspettato! ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un polizziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma la sua voce sembra così lontana...Il mio sangue è sparso dappertutto...e sto cercando, con tutte le mie forse, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire...Perchè persone fanno tutto questo, Mamma? sapendo che distruggeranno delle vite. Il dolore è come se mi pugnalasse con centinaia di coltelli contemporaneamente. Di a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare...Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva...
    La mia respirazione si fà sempre più debole ed incomincio ad avere veramente paura...
    Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata,qui,...
    Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo...Ti voglio bene e ...
    Addio...

     

    Queste parole sono state scritte ad un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza...
    Se questo intervento è arrivato fino a te e lo cancelli...potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua Stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza. Aggiungi questo intervento nel tuo blog e fallo girare...
    LA VITA è PREZIOSA...!!!!!
    un amico mi ha chiesto se xfavore potevo far girare questo messaggio
    potevo digli di no???  adesso io lo chiedo a voi
    mi aiutate ?
    Quello che facciamo
    è soltanto una goccia nell'oceano.
    ma se non ci fosse quella goccia
    all'oceano mancherebbe.
    Maria Teresa di Calcutta
    grazie!!!!

    CIAO ALEX

     
    Alex (Alessandro) Baroni (Milano22 dicembre 1966 – Roma13 aprile 2002)
     
     
     
     
     Dedicato ai nostalgici del grande Alex Baroni
     a chi ha nella mente e nel cuore ancora vivo il suo ricordo,
    le emozioni che sapeva trasmettere con le sue canzoni e la sua inconfondibile voce. 
     
     

    alemusica 

     
     
     
     
     
    April 12

    Poesia

    GABBIANI
     
     
    Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
    dove trovino pace.
    Io son come loro, in perpetuo volo.
    La vita la sfioro
    com'essi l'acqua ad acciuffare il  cibo.
    E come forse anch'essi amo la quiete,
    la gran quiete marina,
    ma il mio destino è vivere
    balenando in burrasca.
     
                                                           (Vincenzo Cardarelli)
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    April 07

    ...

    Sul fare della sera
    Il sole, quasi oro antico,
    sta per coricarsi stanco
    su un letto infinito.
    Sul fare della sera le ombre
    già coprono case e cose.
    La schiuma del mare brilla
    a riva come una bocca che ride.
    Di colpo ti accorgi di essere solo
    e nel buio della notte
    cerchi chi ti può aiutare.
    Un dolore forte ti fa gridare,
    tiri su la mano e nel palmo
    c’ è una conchiglia che si tinge
    del rosso del tuo sangue vivo.
    Metti la mano nell’acqua salata
    e capisci che vicino a te
    non c’ è che una notte senza fine.
                                                          (GIORGIO GRASSI)
     
     
     
    MySpace and Orkut Fantasy Glitter Graphic - 7
     
    April 04

    Tears

    Ma quando ti viene quella voglia di piangere pazzesca,
    che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare,
    allora non c'è verso di spiaccicare una sola parola,
    non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro,
    ingoiato da quei dannati singhiozzi,
    naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime.
    Maledizione. Con tutto quello che uno vorrebbe dire...
    E invece niente, non esce fuori niente.
    Si può essere fatti peggio di così?     
                                                               (Alessandro Baricco)
     
     
     
     
    March 28

    Madri

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    un passaparola da mamma a mamme

    mamma in cerca di sua figlia.. la sua storia

     QUESTA STORIA è VERA MA NON RIGUARDA ME....IO DA MAMMA L'HO VOLUTA PUBBLICARE PER DONARE, DA PARTE MIA UN PICCOLO AIUTO A QUESTA DONNA .NEL FAR CONOSCERE LA sua STORIA E  CIO' CHE HA DOVUTO SUBIRE.. SE VOLETE PUBBLICATE ANCHE VOI QUESTA STORIA.. FATELO.. IL PASSA PAROLA MOLTE VOLTE AIUTA.. E AIUTARE QUALCUNO FA SEMPRE BENE.. VISITATE IL SITO..(6 GENNAIO 1984 )  

    Cara bambina mia,
    Ti scrivo questa lettera sperando che un domani tu possa leggerla; può darsi, come spero, che anche tu un giorno vada a visitare quei siti in cui parlano altri ragazzi adottati ed allora troverai questa lettera della tua mamma ad attenderti.
    Le istituzioni in Italia vietano qualsiasi contatto da entrambe le parti tra famiglia naturale e figli adottati, per cui finché non verrà cambiata questa ingiusta legge, per me questo è l’unico modo per raccontarti in breve la mia storia e la verità.
    Tutto è iniziato quando avevo 13 anni ed abitavo in Sicilia.
    Era il primo aprile del 1983 il giorno in cui sono stata violentata.
    Su questa prima parte del racconto sarò telegrafica, perché capisci certamente come può essere brutto ricordare una cosa del genere e come sia allo stesso tempo inutile ora entrare in particolari.
    Dopo questo episodio tremendo i miei genitori non hanno voluto esporre denuncia contro quell’uomo e nemmeno mi hanno portata all’ospedale, perché si vergognavano: la loro primaria preoccupazione in quella circostanza non era occuparsi delle mie condizioni fisiche e psicologiche, ma arginare lo scandalo che poteva scoppiare in seguito al disonore della figlia.
    Loro, infatti, avevano soprattutto paura che la gente parlasse male, spettegolasse su quello che mi era successo, invece di difendere con amore la loro figlia, poco più che bambina, vittima di una violenza.
    Non facevano che ripetermi che ciò che era accaduto era solo colpa mia; per cui oltre alla violenza fisica si aggiungeva quella psicologica e morale della mia famiglia, che ha continuato a ricoprirmi per anni di sensi colpa che non avrei dovuto avere, fino a convincere anche me di essere io la peccatrice, quella che aveva sbagliato e che avrebbe dovuto soltanto pagare in silenzio le conseguenze dei suoi atti impuri.
    La solitudine e l’incomprensione sono state amare compagne di una tredicenne sfortunata che aveva su di sé il peso della vergogna per aver perso la sua innocenza, non per scelta e nemmeno per amore, mentre il vero colpevole e vigliacco autore ne era uscito subito indenne, scagionato da una società retrograda e maschilista, una società col culto dell’onore, dell’apparenza, dell’omertà e della vergogna.
    Non ho avuto un minimo sostegno da parte dei miei genitori e di nessun membro del resto della famiglia; non potevo sfogarmi con nessuno, nemmeno con un’amica, infatti, con gli altri non ne potevo parlare perché indotta dalla situazione al silenzio più assoluto. Mi sono ritrovata così completamente sola, abbandonata a me stessa con le mie paure, le mie angosce e le mie sofferenze.Dopo 5 mesi e mezzo dal fatto, mi sono resa conto che aspettavo un bambino.Credimi piccola mia, io ne fui così felice che la prima reazione fu pensare: “Ora non sarò più sola, c’è il mio bimbo con me!”; ti giuro di averti amata profondamente da subito, piccola creatura innocente come me, che ti portavo in grembo.
    Era il mio, il nostro piccolo, grande dolce segreto.Non l’ho detto subito ai miei genitori perché avevo una paura terribile delle loro reazioni punitive, ma inevitabilmente loro hanno scoperto la mia gravidanza a 7 mesi, quando i segni  erano ormai tangibili sul mio corpo.
    Mia madre non voleva credere all’evidenza e quindi, per accertarsi, mi portò in clinica a farmi visitare. Quando la dottoressa le confermò che ero incinta, lei impallidì in volto dallo sgomento. Un’ infermiera, che aveva assistito alla reazione di mia madre e aveva capito cosa fosse successo, si avvicinò a lei dicendole: “Signora, non si preoccupi: se la sua famiglia non vuole questa creatura, io conosco persone per bene che potranno occuparsi della bambina, dandovi in ricompensa pure 3 milioni di lire”.
    Mia madre rimase silenziosamente calma, stava già prendendo in considerazione le parole dell’infermiera, mentre io nel sentire un consiglio così crudele e assurdo, mi ribellai disperatamente con tutta la forza che avevo; io non avrei mai potuto accettare una cosa del genere! Ero io che dovevo avere voce in capitolo, non gli altri, ero io la mamma di quella creatura, la tua mamma.
    Quando siamo rientrati a casa, alla notizia che io fossi realmente incinta, mio padre si alterò come una bestia con me, per fortuna mia nonna mi difese dalle sue botte, altrimenti credo che mi avrebbe ammazzata. Decisero immediatamente di nascondere la loro figlia poco di buono e peccatrice in un istituto per ragazze madri.
    Ero già in istituto, quando la sera del 5 gennaio mi sono sentita male, così mi hanno accompagnata all’ospedale civico di Palermo, da dove telefonicamente hanno avvisato mia madre del mio forte malore, ma lei non si è affatto scomodata a venire di sera in ospedale per starmi vicina, dicendo che sarebbe venuta la mattina dopo con calma. In quell’istante mi sono sentita sola come un cane abbandonato, non potrei renderti diversamente il mio stato d’animo; ero davvero sola, schiacciata da una situazione più grande di me.Sei nata la mattina del 6 gennaio, da un parto cesareo. Credo proprio di avere avuto qualche complicazione, perché quando mi sono svegliata sentivo a malapena un litro di sangue  scorrere lentamente nelle mie vene, e mia madre non era ancora arrivata. Ti ho partorito nella più completa solitudine. Non appena lei è arrivata in ospedale, le ho chiesto di andarti a prendere e portarti da me, ancora non sapevo se eri un maschietto o una femminuccia e fremevo dalla voglia di vederti e stringerti a me. Mia madre uscì dalla stanza, per tornare subito dopo a mani vuote e dire freddamente che l’infermiera non voleva che io vedessi e toccassi il mio bambino. Non potevo accettarlo, ho avuto una crisi isterica, gridando e minacciando di portarmi subito la mia bambina, altrimenti mi sarei strappata tutte le flebo ed il resto che avevo addosso. Finalmente ti hanno portata da me, dalla tua piccola mamma.
    Come eri bella,  che dico, eri bellissima e quanti capelli neri che avevi sulla tua graziosa testolina! Indossavi un bel pigiamino giallo, eri il mio dolce pulcino ed io ero felice con te tra le mie braccia; queste sono immagini che io non potrò mai cancellare dalla mia mente, sono marchiate a fuoco per sempre.
    Il giorno dopo ti ho rivista e ti ho ricoperta di baci, avevo voglia di mangiarti, non avrei mai immaginato che quelli erano gli ultimi baci che ti davo, perché il 7 gennaio è  stata l’ultima volta che ti ho vista, dopodichè ti hanno fatto sparire nel nulla e nessuno da allora mi ha mai voluto dire dove sei finita, con chi, se stai bene. Ti hanno strappato dal mio petto e nessuno ha avuto pietà delle lacrime d’una piccola mamma.Da quel giorno ho sofferto tutte le pene del mondo. A 13 anni conoscevo già tutte le sofferenze: lo stupro, il dolore fisico, la violenza psicologica, la perdita di un figlio, l’abbandono dei miei genitori, la solitudine, il non avere diritti, etc.
    Il giorno 6 febbraio esco da quel istituto per entrare in un altro istituto. La suora che si occupava di noi vedendomi sempre triste a piangere, una volta mi domandò il perché di tutto questo dolore. Le risposi che avevo perduto la mia bambina, lei si prese a cuore la mia situazione e per aiutarmi mi volle accompagnare al tribunale dei minorenni.
    Il giudice A. M. mi ha ricevuto nel suo ufficio ma da sola, lì ho spiegato che i miei genitori mi avevano tolto la mia bambina e che io volevo assolutamente recuperarla, perché non era stato giusto che loro avessero deciso per me. Mi promise che avrebbe fatto il necessario per farmi riabbracciare mia figlia, ma ad una condizione: avrei dovuto proseguire le scuole ed aspettare un anno. Io gli Chiesi: “Perché proprio un anno?”, mi fu risposto che era solo il tempo per sbrigare le pratiche ed i documenti burocratici. A quell’epoca per me un giudice era una persona di fiducia,come non credere alla parola di un’autorità? E invece proprio sulla mia speranza e sulla mia buona fede sono stata tradita ed ingannata, perché dopo aver atteso un anno, quando sono tornata a chiedere di te, mi comunicò: “Mi dispiace ragazzina, ma la tua bambina è stata adottata”. Il mondo mi è crollato addosso in quel preciso istante, sono diventata una pazza, gli sarei saltata addosso per ucciderlo, ma per fortuna o purtroppo, due carabinieri sono intervenuti in suo aiuto e mi hanno buttata fuori dal tribunale, senza nessun’altra spiegazione e senza comprensione alcuna.
    Quando sono rientrata in istituto ho tentato di tagliarmi le vene, ero troppo fragile e depressa,  ma il buon Dio non mi ha voluto con sé quella volta, mi sono salvata e da  allora ho giurato di non riprovarci mai più, perché se io morissi,  nessuno ti potrebbe mai raccontare la nostra storia e non ci potremmo mai più vedere, infatti, io vivo con la speranza quotidiana che tu un giorno possa scoprire la verità e conoscermi, vedere la tua mamma.
    Un giorno mio padre venne a farmi visita in collegio, gli domandai in ginocchio di dirmi dov’eri. Lo sai cosa mi rispose? “VEDRAI CHE UN GIORNO TI SPOSERAI E AVRAI ALTRI FIGLI E CHE DIMENTICHERAI QUELLA TUA PRIMA FIGLIA”, come se l’amore per gli altri figli potesse “rimpiazzare” completamente quello per un’altra creatura nata allo stesso modo dal mio grembo! Erano tutte bugie e non puoi immaginare come ancora oggi, io possa odiare mio padre con tutta me stessa, mentre in un certo senso ho quasi perdonato mia madre, che ha sempre avuto paura di suo marito e delle sue bastonate, se si fosse ribellata al suo volere.In certi momenti mi sento colpevole per averti perduta, mi sembra di non avere lottato abbastanza, forse perché ero troppo piccola, perché non ho potuto o saputo impormi, anche se in quel momento ho fatto tutto quello che potevo.
    Devi saperlo dalla mia voce che io non ti ho MAI abbandonata, ma se tu credi che è comunque colpa mia, ti prego di perdonami e non abbandonarmi tu stavolta, dammi la possibilità di parlarti.
    Ho aspettato con ansia i miei 18 anni per scappare via dalla mia vita da incubo in Italia e sono andata a vivere in Belgio, dove sono nata.Oggi sono più serena, vivo in campagna con mio marito con cui sono sposata da 16 anni e ho avuto altri 3 altri figli. Mi piacerebbe tanto farti conoscere i tuoi fratelli, al più grande parlo di te e lui mi sta vicino. Vi amo tutti quattro più della mia stessa vita e allo stesso modo, anche se non ho avuto la possibilità di crescerti, vorrei tanto darti un volto.
    Ti abbraccio forte, forte.
    La tua mamma, che non ti ha mai cancellata dalla sua vita.

    ciao amici miei, ho trovato questa storia sul blog di un 'amica

    mi invitava a farla girare , farla conoscere per aiutare questa

    mamma, ed io con tutto il cuore la faccio girare sperando che serva a qualcosa...... buona fortuna cara mamma anonima

     


    March 27

    Se potrò

     
    Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi
    non avrò vissuto invano
    Se potrò alleviare il dolore di una vita
    o placare una pena,
    o aiutare un pettirosso morente                                                                                
    a rientrare nel suo nido,
    non avrò vissuto invano.
                                        (Emily Dickinson)pettirossofj0
                                                          

    March 26

    VALORI

    Per scoprire il valore di un anno,chiedilo ad uno studente che  stato bocciato all'esame finale.

     Per scoprire il valore di un mese, chiedilo ad una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.

     Per scoprire il valore di una settimana, chiedilo all'editore di una rivista settimanale.

     Per scoprire il valore di un'ora, chiedilo agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.

     Per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo.

     Per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.

    Per scoprire il valore di un millisecondo, chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento.

     Il tempo non aspetta nessuno. Raccogli ogni

    momento che ti rimane, perchè ha un grande valore

     

    Condividilo con una persona speciale, e diventerà ancora più importante.

    bacio

    March 20

    LA COLOMBA DELLA PACE

     
     
     
      La colomba della pace sta girando il mondo, aiutala anche  tu, prendila e portala nel tuo blog

    la colomba della pace

    March 19

    Al mio Papà

     
    Grande apparivi agli occhi di una bimba.
    Grande resti agli occhi di una donna.
    Papà...mi manchi...
    Veglia su di me

    Incrocio-di-Mani-

    March 10

    NOI CHE...

    stelle

     
              Noi che... giocavamo a nascondino a tutte le ore  
            Noi che... ci divertivamo giocando a "strega comanda colore"
            Noi che... la penitenza era:" dire, fare, baciare, lettera, testamento"
            Noi che... giocavamo a " fiori, frutta e città" (e la città con la lettera D era sempre Domodossola)
            Noi che... andavamo in due sulla "Graziella"
            Noi che... avevamo il nascondiglio segreto
            Noi che... avevamo la tv in bianco e nero
            Noi che... avevamo il mangiadischi
            Noi che... le cassette se le mangiava il mangianastri e dovevamo riavvolgere il nastro con la penna
            Noi che... non avevamo il cellulare
            Noi che... i messaggini li scrivevamo su pezzetti di carta
            Noi che... suonavamo il campanello per chiedere se l'amico era in casa
            Noi che... i termometri li rompevamo e le palline di mercurio giravano per tutta la casa
            Noi che... attaccavamo le gomme da masticare sotto il banco
            Noi che... andavamo a letto dopo Carosello
            Noi che... le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google
            Noi che... di politica non ce ne fregava niente
            Noi che... conoscevamo solo il Presidente della Repubblica perchè c'era la sua foto in classe
            Noi che... il primo Novembre era "Tutti i Santi", mica Halloween
            Noi che... per bere non avevamo le bottigliette di acqua minerale ( e nessuno è mai morto di sete)
            Noi che... credevamo nell'amicizia e avevamo Amici Veri
            Noi che... ci emozionavamo per un bacio sulla guancia
            Noi che... siamo stati tutte queste cose e gli altri non immaginano nemmeno cosa si sono persi
                                                CHE NOSTALGIA!!!!
     
     
    March 06

    L'antidiva per eccellenza

     
     
     
    7 marzo 1908: nasce Anna Magnani. Dopo cento anni, il suo volto identifica ancora il cinema italiano nel mondo
     
     

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    March 02

    Pietre

    1 1
     
     
     
     
    Ci sono molte pietre
    lungo il sentiero della nostra vita,
    dalla nascita fino alla morte:
    pietre su cui inciampiamo…
    pietre che bloccano il nostro cammino…
    pietre che usiamo
    per costruire muri attorno a noi
    e soffocare i nostri sogni…
    …ma ci sono anche pietre speciali…
    Lastricano i pensieri che portano al cuore…
    aprono le porte del nostro spirito
    e costruiscono porti sicuri per i nostri sogni…
    A te che mi hai insegnato a scegliere
    le pietre colorate della vita e dei ricordi…
    che mi hai insegnato come metterle insieme
    in un variopinto arcobaleno…
    a te il dono di queste pietre…
    che ormai sono tutto ciò che mi rimane
    del mio spirito bambino…
    assieme ai frammenti del mio cuore
    che pur divisi
    continuano a battere.
     
                                                                                                    ~ Eugenia de Bella ~  
     


    February 27

    Sogno

    oceano-noche                                            

     

     

        La spiaggia dei sogni è un luogo dentro al nostro cuore...

    ... nella nostra anima...

    ... nella spiaggia dei sogni, trovano posto le nostre speranze e i nostri sogni...

    senza saperlo, ognuno di noi cerca questo spazio continuamente, dove isolarsi per poi riprendere la vita, con le sue corse e i suoi ritmi frenetici... nella nostra spiaggia dei sogni, noi siamo noi stessi.

    Sergio Bambarén

     

    February 17

    I FIGLI

    angelozm1
    E una donna che reggeva al seno
    un bambino disse: "Parlaci dei figli".
    Ed egli disse:
    I tuoi figli non sono fgli tuoi,
    sono i figli e le figlie
    della vita stessa.
    Tu li metti al mondo, ma non li crei.
    Sono vicino a te, ma non sono cosa tua.
    Puoi dar loro tutto il tuo amore,
    non le tue idee,
    perchè essi hanno le proprie idee.
    Tu puoi dare dimora al loro corpo,
    non alla loro anima,
    perchè la loro anima abita
    nella casa dell'avvenire,
    dove a te non è dato entrare,
    neppure nel sogno.
    Puoi cercare di somigliare a loro,
    ma non volere che essi somiglino a te,
    perchè la vita non torna indietro
    e non si ferma a ieri.
    Tu sei l'arco che lancia i figli,
    verso il domani. 
     
    Kahlil Gibran
    February 10

    Saper attendere

    Molto spesso i risultati non giungono.
    I nostri sforzi paiono vani e tutto intorno a noi
    non cambia. La forza impressa alla realtà
    non produce alcun cambiamento.
    La semina allora andrà ripetuta e le nostre
    speranza rinnovate. Non tutti i momenti del
    tempo si prestano al rinnovamento.
    I cicli negativi devono terminare.
    In questi momenti è necessario opporre
    alla frustrazione la pazienza.
    Nei momenti in cui nessuno si accorge
    dei nostri sforzi non possiamo rivendicare
    dei meriti. Non possiamo prendere decisioni
    definitive in quei momenti. Dobbiamo lasciare
    che tutto scorra verso i nostri canali.
    Otterremo dei consensi quando
    la carica negativa del periodo in cui ci troviamo
    si sarà esaurita. Saremo ripagati soltanto
    allora. La spinta che il reale riceve dalle
    nostre azioni non si smarrisce. Essa persiste
    nella sua azione dinamica per tutto il ciclo
    negativo e una volta battute le circostanze produce
    i suoi risultati. Si raccoglie sempre avendo
    seminato anche se a volte più tardi di quando pensiamo.
    February 02

    Notturno

                                                                                                                                                                                                     
                                           
     
                                      
               La notte allontana l'uomo dal mondo così squallido e deserto,
     
    e ti avvolge in quell'atmosfera di abbandono e di malinconia
     
    da cui emergono le "larve remote della memoria".
     
    Ecco allora il conforto del suo prezioso "balsamo":
     
    la capacità si portarci i sogni.
     
    Ben misera si fa a questo punto la funzione del sole e degli astri.
     
    A loro confronto brilla assai di più, in una dimensione "smisurata",
     
    la luce dell'anima dischiusa dalla notte,
     
    capace com'è di guardare al di là della luce stessa degli astri e di cogliere i
     
    "Grandi Abissi" del Cuore
    January 30

    Malinconia

    La malinconia ha le onde come il mare...                           
     Ti fa andare e poi tornare... 
    Ti culla dolcemente...        
    La malinconia si balla come un lento...        
    La puoi stringere in silenzio... 
     
                              (L.Carboni)